Qui, nel mio piccolo angolo di paradiso campestre in cui vengo troppo di rado, il baratro sembra più distante. Anche se, a ricordarmelo, c'è la lingua di villette che ha invaso un panorama in precedenza perfetto, e l'orrido edificio scolastico in costruzione, di cubatura spropositata e di aspetto tale che l'architetto meriterebbe di essere mandato seduta stante a lavorare nelle miniere di sale.
Ma anche osservando la natura, è possibile vedere gli squilibri introdotti dall'intervento poco oculato dell'uomo. Un esempio è quello degli ailanti (ailanthus altissima). Si tratta di un albero originario dell'Asia, che una volta introdotto in Italia si è rivelato un in
festante micidiale. Resistentissimo, non ha parassiti né soffre di malattie, cresce e si riproduce molto rapidamente. I piccoli alberi hanno una radice fatta in maniera tale che, se tentate di sradicarli, si stacca e rimane nel terreno, pronta a ributtare. Per di più, puzzano, tanto che la leggenda vuole che neanche le capre li mangino. Se avete degli ailanti, vi consiglio vivamente di eliminarli, sostituendoli con essenze nostrane. Farete del bene ai nostri boschi, perché questi alberi invadenti tendono a soppiantare le specie autoctone. Ad esempio, colonie di ailanti si stanno diffondendo nella pineta di San Rossore, vicino Pisa. Grandi amici degli ailanti sono le Ferrovie dello Stato (pardon, Rete Ferroviaria Italiana), che li lascia proliferare indisturbati lungo le linee ferroviarie, in particolare in prossimità delle stazioni.
Il nostro vicino lascia crescere vari ailanti in una zona poco accessibile in prossimità del confine, insieme a rovi e altre piante spontanee. Così, stamattina, sporgendomi oltre la recinzione, ho fatto fuori tutti quelli che riuscivo a raggiungere. Certo, ributteranno, ma intanto ho inferto loro un bel colpo. E' stata una grande soddisfazione, spero solo che non sia causa di un incidente diplomatico con i vicini. Ma la lotta contro gli ailanti non ammette debolezze.
11 giugno 2006
Ailanti
Etichette: agricoltura
Pubblicato da Deserteur a 20:31
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5 commenti:
Per il momento niente Ailanti. Dopo essermi spaccato la schiena con l'Edera, ora è la volta della Bignonia (bignonia campsis: che dicono essere una pianta vigorosa ma a me pare infestante da quanto è dura a morire).
Sull'ailanto ho visto il tuo commento sul blog del Contadino (Ste). Attento perche' cosi' facendo provochi l'ailanto a riprodursi sempre piu'. In realta' e' proprio strappandoli (hai notato il dettaglio della radice che non e' possibile estirpare..) che li si diffonde sempre piu'. Contro l'ailanto quando si colpisce dev'essere per sempre. Si deve essere certi. En passant, quello che hai fatto con l'ailanto del vicino...non e' permesso, lo sai?
E' vero che ributtano, però è sempre meglio che farli crescere fino a quando iniziano a fare i semi, perché questi ultimi poi vengono portati dal vento e spargono l'infestazione. In quel caso non avevo altro modo, quelli che spuntano da me li elimino in modo permanente.
Si, lo so che non è permesso, ma non dovrebbe essere permesso neanche far prosperare gli infestanti senza controllo. E comunque, lui ha costruito degli annessi a meno di tre metri dal confine, per cui chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ciao, vorrei sapere qual'è il modo permanente di cui parlate x eliminare gli ailanti , qualcuno sa dirmi come devo fare? su internet non ho trovato grandi informazioni. Grazie!
Per quel che vedo, esistono due modi permanenti di eliminazione: lo scavo e l'esportazione totale dell'apparato radicale, e il diserbo chimico.
Quest'anno, passeggiando sulla Maiella, ragionavo: tra vent'anni i miei figli verranno qui per vedere le famose foreste di ailanto ed acacia...
Andrea scripsit.
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