27 gennaio 2008

Giorno della memoria

Oggi è il giorno della memoria. Vorrei celebrarlo in modo un po' particolare, proponendovi, dal film "I figli degli uomini" ("Children of men") una scena di un futuro distopico, ma non impossibile. Per riflettere che ciò che accadde più di sessant'anni fa non è detto che non possa ripetersi, anche se in forme diverse.
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E aggiungerò un flash visto sabato, in centro. Un gruppetto di Forza Nuova che distribuiva volantini contro gli immigrati. E signore impellicciate che li prendevano e li leggevano con interesse. Ecco, è così che ci si arriva.

24 gennaio 2008

La deforestazione accelera

Il ritmo di deforestazione dell'Amazzonia in Brasile è aumentato, come racconta questo articolo di BBC News. Negli ultimi cinque mesi del 2007 sono stati tagliati 3235 chilometri quadrati di foresta, una superficie pari a quella dell'intera Val d'Aosta. In soli cinque mesi. E questa stima potrebbe in realtà dover essere raddoppiata, quando si analizzeranno le foto da satellite. Più di metà di questa deforestazione si è avuta nello stato del Mato Grosso. Secondo Gilberto Camara, direttore dell'INPE, tratta di un tasso di deforestazione mai osservato prima in questo periodo dell'anno. Di fronte a notizie così sconsolanti, ogni commento è superfluo.

22 gennaio 2008

Ventiseimila al giorno

Non scambi in borsa. Non telefonate. Bambini. Bambini morti. Ventiseimila bambini muoiono ogni giorno. Ventiseimila bambini che muoiono prima di raggiungere i cinque anni di età, a causa di malattie curabili, cattive condizioni igieniche, guerre, fame. In un mondo che sempre più coltiva la terra per dar da mangiare alle automobili, metà di questi ventiseimila muoiono per malnutrizione o fame. Ventiseimila bambini al giorno fanno 9,7 milioni di bambini all'anno, che potrebbero vivere se il mondo fosse meno ingiusto, meno iniquo, meno freddamente devoto al denaro, meno dominato dall'egoismo.

Dimenticavo, questi dati vengono dall'ultimo rapporto Unicef sullo stato dei bambini nel mondo.

16 gennaio 2008

La caccia alle streghe

Dopo la vicenda della lettera scritta dai docenti dell'Università La Sapienza di Roma al rettore in cui si stigmatizza la decisione di invitare il papa all'inaugurazione dell'anno accademico, delle contestazioni studentesche, e della conseguente decisione dello stesso papa di annullare la partecipazione alla cerimonia, mi sembra opportuno rilanciare, dal blog Econonviolenza, questa lettera di un docente al ministro per la Ricerca e l'Università:

Caro ministro Mussi,
sono Massimo Grossi, professore associato di Analisi Matematica dell'Università di Roma "La Sapienza", e le scrivo a titolo personale come membro della comunità scientifica dell'università. Non sono tra i firmatari del famoso appello contro la visita del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico perché purtroppo non ne ero a conoscenza (lo avrei sicuramente sottoscritto).
Caro ministro, le scrivo non per aggiungere altre parole a una vicenda nota, ma per trascriverle una dichiarazione di agenzia di M. Gasparri (AN):
"Dopo lo sconcio della Sapienza di Roma ci attendiamo che vengano assunte iniziative per allontanare dall'ateneo i professori ancora in servizio che hanno firmato quel vergognoso manifesto. Questa dimostrazione di intolleranza non può restare priva di conseguenze. M. Gasparri (AN)".
Caro ministro, difenda i miei colleghi da questi indegni attacchi. In questo modo difenderà un po' anche me.
Grazie in anticipo,
Massimo Grossi
Che in questo paese non si possa dissentire dal Vaticano senza incorrere in minacce di tal fatta è un segnale di dove stiamo precipitando. E se avete dubbi sul perché accada di essere diffidenti nei confronti del papa, dei suoi accoliti e della loro continua propaganda, leggete questo post di Galatea, che fa capire molte cose.

15 gennaio 2008

Acqua contro cibo in Arabia Saudita

Parlando di Arabia Saudita, si pensa a distese desertiche solcate da cammelli e punteggiate da torri per l'estrazione del petrolio. Invece, l'Arabia Saudita ha da trent'anni un programma per la coltivazione del grano, che ha avuto tanto successo (la produzione ha raggiunto 2 milioni e mezzo di tonnellate di grano all'anno) da rendere il paese autosufficiente. Almeno fino ad oggi. Perché il governo ha deciso di sospendere il programma, per il semplice fatto che il consumo di acqua è insostenibile. Per ogni tonnellata di grano in meno, si prevede di risparmiare da 1300 a 1500 metri cubi d'acqua. Il governo intende annullare completamente la produzione per l'anno 2016, e importare tutto il grano necessario.

Le implicazioni sono notevoli: un paese che si trova a dover scegliere tra acqua e cibo. E se è vero che per l'Arabia Saudita è abbastanza facile scambiare petrolio con grano, se questa tendenza dovesse estendersi (mi viene in mente l'Australia) potrebbe avere un effetto sui prezzi del grano, già in forte crescita, e a risentirne sarebbero come sempre i poveri del mondo.

Via: Petrolio. Andateci se volete vedere gli incredibili campi di grano rotondi dei sauditi. Viene spontaneo chiedersi se lì i cerchi nel grano sono quadrati...

13 gennaio 2008

Antartide dell'ovest perde il ghiaccio

Una notizia ANSA:

Antartide, - 75% ghiacci a Ovest
Analizzati dati da satellite su 85% coste antartiche
(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Il processo di scioglimento nell'Ovest dell'Antartide e nella penisola antartica in 10 anni ha comportato la perdita del 75% dei ghiacci. Risulta dall'analisi delle immagini da satellite raccolte dal 1992 al 2006, pubblicata su Nature Geoscience. Nella zona orientale, invece, la situazione dei ghiacciai e' stazionaria e nell'ultimo decennio non hanno subito ne' perdite ne' sono aumentati. I dati da satellite hanno permesso di studiare la situazione dell'85% delle coste antartiche.
Uno scioglimento di proporzioni catastrofiche.

09 gennaio 2008

La carestia da bioetanolo

Un interessante e inquietante previsione ripresa dal blog ASPO-Italia, che a sua volta riprende un articolo in inglese di The Oil Drum. In poche parole, la produzione di etanolo da utilizzare come carburante ( o "biocarburante", secondo una insensata dicitura) sta progressivamente erodendo la produzione agricola per uso alimentare, e il fenomeno cresce ad un ritmo spropositato, come l'espansione di un'infezione. Se qualcosa non cambia nei meccanismi di questa espansione, nel giro di pochi anni la produzione di cibo calerà in maniera rovinosa, e questo porterà a terribili carestie che colpiranno i poveri della terra, che risulteranno perdenti nella competizione per il cibo con le auto dei ricchi. Uno scenario apocalittico, che non va ovviamente inteso come una predizione (nessuno ha la sfera di cristallo) ma come una prospettiva molto concreta.

E vale la pena di citare l'osservazione di un acuto membro della mailing list "Petrolio", il quale osserva che la forte spinta ai biocarburanti potrebbe costituire, attraverso i meccanismi sopra descritti, la risposta del sistema capitalistico al problema della sovrappopolazione mondiale. Una risposta diabolica, che potrebbe causare la più grande strage della storia, senza "colpevoli" apparenti.

06 gennaio 2008

Il nuovo anno secondo Mafalda

01 gennaio 2008

Capodanno fra i rifiuti



Quelli che vedete bruciare sono rifiuti accumulati per strada a San Giorgio a Cremano (NA). Il fumo che vedete è pieno di diossina. Il video è stato pubblicato sul sito di Repubblica, insieme alla lettera disperata dell'autore, che ha fatto le riprese dal balcone di casa sua. Nel napoletano l'"emergenza rifiuti" continua, sotto la regia della camorra, e con l'indifferente assenza dello stato (e la responsabilità politica di molti), come ci aveva ben raccontato Report. Vale la pena di leggere l'appello di padre Alex Zanotelli ai napoletani.