12 aprile 2007

Morire di alcool

Una notizia ANSA:

Alcol: Italia, 25mila morti l'anno
Un giovane su 5 ubriaco al sabato sera, si comincia a 11 anni
(ANSA)-ROMA, 12 APR- In Italia l'alcol uccide circa 25.000 persone l'anno e 115.000 in Europa: sono le stime dell'Oms presso l'Istituto Superiore di Sanita' (Iss). Le cifre rese note per la Giornata sulla prevenzione dell'alcol. Cirrosi epatica e incidenti stradali le due principali cause di morte. Ma l'allarme riguarda i giovanissimi: sono sempre di piu' quelli tra gli 11 e i 15 anni che bevono abitualmente e il 20% dei giovani si ubriaca il sabato sera. Il Codacons: elevare a 18 anni l'eta' minima per la vendita.
25.000 morti l'anno. Quanti ne uccide la marijuana? Nessuno, che mi risulti. Quale dei due è in libera vendita?

E' evidente come la società in cui viviamo sia, al di là della retorica sul migliore dei mondi possibili, tanto insostenibile da indurre milioni di persone a cercare vie di fuga, siano esse la sbronza del sabato sera, la canna, il tiro di coca o le ore passate su Second Life. (ai miei tempi le sprecavo sui MUD). Sarebbe forse opportuno prendere atto di questa esigenza e, oltre a cercare di costruire una società magari meno danarosa ma più vivibile, favorire le droghe, reali o virtuali, che risultino meno dannose per l'organismo e per la società. Consapevoli che non sarà la proibizione a scoraggiare chi cerca la fuga dalla realtà.

2 commenti:

ste ha detto...

In Germania va brutto di moda il "Komasaufen", cioè bere fino il coma o quasi. Ognitanto ne muore un tredicenne. Le droghe sono sempre esistite, ma l'uso di ora pare stile fino impero romano...

Deserteur ha detto...

In effetti il tuo paragone è molto azzeccato noi siamo nella stessa situazione della fine dell'impero romano. L'impero romano collassò per vari motivi, ma uno di questi era l'impossibilità di assicurare flussi adeguati di cibo e risorse dalla periferia verso il centro e di mantenerli costanti. Con il picco del petrolio, e in generale la crisi delle risorse, è questo il destino dell'"impero occidentale", che già oggi annaspa militarmente per assicurare i flussi di petrolio di cui necessita.