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19 aprile 2009

Macchine di morte, coi nostri soldi

Fonte: Rete Nazionale Disarmiamoli!

Oltre 14 miliardi di euro per il caccia F-35 mentre mancano i soldi per i terremotati

di Manlio Dinucci

Per i terremotati dell’Abruzzo il governo ha messo a disposizione 100 milioni di euro, ma ce ne vorranno molti di più: solo per le esigenze del ministero dell'interno, si dovranno trovare 130 milioni nei prossimi sei mesi. E, se si vorrà veramente ricostruire, occorreranno stanziamenti ben maggiori. Dove trovare questi fondi, in una fase di crisi come quella attuale, senza dover con ciò tagliare ulteriormente le spese sociali (scuola, sanità, ecc.)? La risposta è più semplice di quanto sembri: basterebbe bloccare l’enorme stanziamento che sta per essere destinato all’acquisizione del caccia statunitense F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter) della Lockeed Martin.

La commissione difesa della camera ha già dato parere favorevole all’acquisizione del caccia e quella del senato lo farà entro il 16 aprile. Nel budget 2009 del ministero della difesa è già previsto uno stanziamento di 47 milioni di euro per l’F-35. E’ solo un piccolo anticipo: per partecipare al programma, l’Italia si è impegnata a versare oltre un miliardo di euro. Ma sono ancora spiccioli, di fronte alla spesa che il parlamento sta per approvare: 12,9 miliardi di euro per l’acquisto di 131 caccia, più 605 milioni per le strutture di assemblaggio e manutenzione. Complessivamente, 14,5 miliardi di euro. Saranno pagati a rate di circa un miliardo l’anno tra il 2009 e il 2026. Ma, come avviene per tutti i sistemi d’arma, il caccia verrà a costare più del previsto e, una volta prodotto, dovrà essere ulteriormente ammodernato. E’ quindi certo che l’esborso totale (di denaro pubblico) sarà molto maggiore di quello preventivato. Va inoltre considerato che l’aeronautica sta acquistando 121 caccia Eurofighter Typhoon, il cui costo supera gli 8 miliardi di euro.

La partecipazione dell’Italia al programma del Joint Strike Fighter, ribattezzato F-35 Lightning (fulmine), costituisce un perfetto esempio di politica bipartisan. Il primo memorandum d’intesa è stato firmato al Pentagono, nel 1998, dal governo D’Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è di nuovo un governo presieduto da Berlusconi a deliberare l’acquisto dei 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi nel 2006 (v. il manifesto, 25-10-2006). Si capisce quindi perché, quando il governo ha annunciato l’acquisto di 131 F-35, l’«opposizione» (PD e IdV) non si sia opposta.

L’Italia partecipa al programma dell’F-35 come partner di secondo livello: ciò significa che contribuisce allo sviluppo e alla costruzione del caccia. Vi sono impegnate oltre 20 industrie, cioè la maggioranza di quelle del complesso militare, tra cui Alenia Aeronautica, Galileo Avionica, Selex Communications, Datamat e Otomelara di Finmeccanica e altre non-Finmeccanica, come Aerea e Piaggio. Negli stabilimenti Alenia in Campania e Puglia, e successivamente in quelli piemontesi, verranno prodotte oltre 1.200 ali dell’F-35. Presso l’aeroporto militare di Cameri (Novara) sarà realizzata una linea di assemblaggio e collaudo dei caccia destinati ai paesi europei, che verrà poi trasformata in centro di manutenzione, revisione, riparazione e modifica. Dalla catena di montaggio italiana usciranno probabilmente anche i 25 caccia acquistati da Israele, cui se ne potranno aggiungere altri 50. Il governo lo presenta come un grande affare per l’Italia: non dice però che, mentre i miliardi dei contratti per l’F-35 entrano nelle casse di aziende private, i miliardi per l’acquisto dei caccia escono dalle casse pubbliche. Questa attività, secondo il governo, creerà subito 600 posti di lavoro e una «spinta occupazionale» che potrebbe tradursi in 10mila posti di lavoro. Una bella prospettiva quella di puntare, per far crescere l’occupazione, su uno dei più micidiali sistemi d’arma.

L’F-35 è un caccia di quinta generazione, prodotto in tre varianti: a decollo/atterraggio convenzionale, per le portaerei, e a decollo corto/atterraggio verticale. L’Italia ne acquisterà 69 della prima variante e 62 della terza, che saranno usati anche per la portaerei Cavour. I caccia a decollo corto/atterraggio verticale, spiega la Lockheed, sono i più adatti a «essere dispiegati più vicino alla costa o al fronte, accorciando la distanza e il tempo per colpire l’obiettivo». Grazie alla capacità stealth, l’F-35 Lightning «come un fulmine colpirà il nemico con forza distruttiva e inaspettatamente». Un aereo, dunque, destinato alle guerre di aggressione, a provocare distruzioni peggiori di quelle del terremoto dell’Abruzzo. Ma per le vittime non ci saranno funerali di stato, né telecamere a mostrarli.

26 maggio 2008

Il sonno della ragione genera mostri

Una raccapricciante notizia ANSA:

Iraq: nasce bimbo con due teste
Forse a causa di contaminazioni
(ANSA) - BAGHDAD, 26 MAG - Due teste, 4 occhi, tre orecchi, due nasi: così è nato un bambino iracheno, morto dopo poche ore, nell'ospedale pediatrico di Babil. Lo rende noto l'agenzia 'Iraq Alan', pubblicando le impressionanti foto del neonato e della mamma quando era incinta. Secondo il neonatologo Muhammad Hilal, specialista in malformazioni, 'si tratta di un caso rarissimo,forse il terzo caso al mondo'. Il bimbo è venuto alla luce con un parto cesareo condotto da Hilal a Balil, a circa 100 km a sud di Baghdad.
Sulle cause di questo particolare caso si può solo speculare, ma la situazione era questa già nel 2001, e poi c'è stata un'altra guerra.

02 maggio 2008

La guerra, somma barbarie

Dal sito di Repubblica, una immagine che vale più di mille parole.
La didascalia è "Una bambina afghana di otto anni, Felishima, fotografata nel suo letto di ospedale. Secondo i parenti della bambina, Felishima è rimasta probabilmente ferita dal crollo del tetto della sua abitazione quando il suo villaggio è stato bombardato per errore dagli aerei americani nel corso del combattimento ingaggiato tra le forze ISAF e i Talebani".

21 marzo 2008

Terribile


La Francia ha varato oggi un sommergibile nucleare di nuova generazione da 14.000 tonnellate, chiamato "Le Terrible" (il Terribile). Il sommergibile potrà lanciare i nuovi missili intercontinentali a testata nucleare M51, con gittata di 8000 chilometri. Capace di raggiungere anche l'estremo oriente, sottolinea questo articolo. Il nemico cinese si staglia all'orizzonte?

In occasione del varo, Sarkozy ha anche citato l'Iran, che, ha dichiarato, mette in pericolo la sicurezza dell'Europa con lo sviluppo di una tecnologia balistica e di un programma nucleare su cui rimangono molti dubbi. Ah beh....

05 marzo 2008

Missile indiano da sottomarino

Ora anche l'India è in grado di lanciare missili armati di testate nucleari da sottomarini. O quantomeno, adesso la cosa è ufficiale. Il missile K-15 può essere lanciato da una profondità di 50 metri e può trasportare un ordigno del peso di una tonnellata fino a 700 km di distanza.
Ecco la notizia ANSA, che informa anche sull'ambizioso programma indiano di sottomarini nucleari:

India, lanciato missile nucleare da sottomarino

L'India ha lanciato oggi il suo primo missile nucleare da un sommergibile. Lo riferisce la televisione indiana. Il missile K-15, che è stato lanciato da un mezzo a 50 metri sotto il livello del mare, può trasportare una tonnellata di armamento nucleare fino a 700 km di distanza. L'esperimento di oggi rientra nei test che la marina e l'esercito indiani stanno facendo per mettere a punto l'ATV, il sistema di sottomarini nucleari indiani che saranno varati a partire dall'anno prossimo. L'India ha in programma tre sottomarini nucleari entro il 2012.

Non è la prima volta che il missile viene testato. Già cinque volte il K-15, che prima si chiamava Sagarika, è stato lanciato da piattaforme sottomarine, ma in segreto. Secondo la stampa indiana, l'intenzione è comunque quella di potenziare l'arsenale missilistico anche se si intende perseguire la politica del 'non attacco per primi'. Il missile K-15 potrebbe anche cambiare nome ed essere chiamato come l'ex presidente indiano Abdul Kalam, padre della ricerca missilistica indiana.
Intanto, è a buon punto la costruzione dello Yury Dolgoruky, il sottomarino nucleare russo lungo 170 metri, in grado di trasportare 16 missili balistici equipaggiati con testate nucleari, di cui avevamo già parlato un anno fa. L'immagine che accompagna questo post raffigura appunto questo sottomarino (click per ingrandire).

02 dicembre 2007

La guerra ai tempi del colera (o viceversa)

In Iraq si muore di colera. E sembra che siamo all'inizio di una vera epidemia, visto che a Bagdad ci sono già stati più di cento casi. Ce lo racconta l'ANSA:

Iraq: colera, 100 casi a Baghdad
Funzionario governo, ''è una catastrofe''
(ANSA) - ROMA, 2 DIC - I casi di colera a Baghdad nelle ultime tre settimane sono aumentati rapidamente fino ad arrivare a più di cento. La paura crescente - scrive oggi il Guardian - è che le precarie condizioni sanitarie e l'imminente stagione delle piogge possano generare un'epidemia. Due ragazzi di un orfanotrofio sono morti e sei altri ragazzini hanno contratto la malattia, secondo quanto ha reso noto il governo iracheno. ''A Baghdad è una catastrofe'', ha commentato un funzionario.
Il contrasto ideale fra i ragazzi senza mamma e papà morti di colera in un orfanotrofio di una città devastata dalla guerra, di cui possiamo solo immaginare le condizioni, e i viziati figli dell'occidente vorace consumatore di risorse è per me, lo confesso, straziante.

28 novembre 2007

Nuovo missile iraniano

L'Iran ha annunciato di aver sviluppato un nuovo missile, con gittata di duemila chilometri. Ce lo racconta RaiNews24:

L'Iran annuncia: abbiamo un nuovo missile a lunga gittata

Il ministro della Difesa iraniano, Mostapha Mohammad Najar, ha annunciato oggi che l'Iran ha fabbricato un nuovo missile balistico con una gittata di 2mila chilometri. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale Fars.

"La costruzione del missile Ashura ha una gittata di duemila chilometri e fa parte delle realizzazioni del ministero della Difesa", ha dichiarato Najar, senza fornire altre indicazioni. L'Ashura è la più importante cerimonia di lutto religioso dell'Islam sciita.

Lo scorso settembre, in occasione di una parata militare che si celebra ogni anno, Teheran aveva presentato un nuovo missile a lunga gittata, il Ghadr-1, capace di colpire gli obiettivi israeliani e americani nella regione.

23 ottobre 2007

Piano grandioso di riarmo

Lo stesso giorno del lancio del missile balistico intercontinentale, il presidente Putin ha dichiarato che la Russia sta sviluppando e riammodernando il suo arsenale, inclusi i missili a testata nucleare, e che questo fa parte di piani "grandiosi" per riarmare la Russia da qui al 2015.

Se ci arriviamo, al 2015...

21 ottobre 2007

Missile balistico russo

La Russia mostra i muscoli:

Russia, testato missile balistico intercontinentale
giovedì, 18 ottobre 2007 8.15
MOSCA (Reuters) - La Russia oggi ha lanciato un missile balistico intercontinentale dal suo cosmodromo di Plesetsk nel nord, riferiscono i media locali.
Il missile RS-12M Topol', con designazione della Nato come SS-25 Sickle e configurato per una piattaforma mobile, è stato lanciato con successo alle 9.10 di Mosca, dice l'agenzia Itar-Tass citando un portavoce delle forze missilistiche strategiche russe.
Il portavoce dice che l'esercizio di addestramento includeva il colpire un obiettivo sulla penisola di Kamchatka sulla costa russa del Pacifico.
In giornata ufficiali e soldati del cosmodromo prenderanno parte a un collegamento via Internet e telefono tra il presidente Vladimir Putin e il pubblico.
Fonte: Reuters
Era un bel po' che non sentivo parlare di missili balistici intercontinentali... suona un po' come "guerra termonucleare globale", cose che andavano di moda negli anni '80.

12 settembre 2007

Nuovo test di missile nucleare indiano

Ogni tanto qui si segnala la corsa agli armamenti missilistici in atto tra India e Pakistan. Senza pretesa di completezza, negli ultimi sei mesi abbiamo parlato dei test del missile pakistano Hatf VII Babur, in grado di trasportare testate nucleari a 700 km di distanza, di quello del missile indiano Agni III a due stadi, in grado di portare armi nucleari a 3000 km di distanza, e di un altro test dell'Hatf VII Babur pakistano.

Ora è di nuovo la volta dell'India, che stando all'ANSA ha segretamente testato un missile a capacità nucleare con gittata di 1500 km, che può essere lanciato dai sottomarini. Il missile, chiamato SLBM, è considerato il più avanzato dell'arsenale indiano, e anche, sempre stando all'ANSA, il più sicuro.

Sicuro per chi?

05 settembre 2007

Le atomiche clandestine

A giocare con le armi nucleari, ogni tanto capitano contrattempi. Può succedere che ti caschino. O può succedere che te le dimentichi su un bombardiere, e le fai volare allegramente nei cieli del tuoi paese. Che in questo caso sono gli USA.

E' accaduto anche questo, come racconta l'ANSA. Cinque missili Cruise armati con testate nucleari di potenza compresa tra 5 e 150 chilotoni, che dovevano essere scaricati da un bombardiere B-52 per essere smantellati, sono invece stati dimenticati lì, e hanno volato dal Nord Dakota alla Louisiana all'insaputa dell'equipaggio.

Poco male, si dirà. Certo però che a giocare coi fiammiferi, prima o poi capita anche di scottarsi. E il problema, quando ti scotti con questi fiammiferi qui, è che ti fai male sul serio.

Per chi mastica l'inglese, la fonte originale della notizia è Army Times.

19 agosto 2007

Bombardieri in volo

Continua ad inasprirsi il confronto tra USA e Russia. Il presidente Putin ha annunciato la ripresa dei voli dei bombardieri strategici a lungo raggio, che erano stati sospesi nel 1992. Il senso di questi voli, all'epoca della guerra fredda, era di avere dei bombardieri sempre in volo, che in caso di attacco nucleare avrebbero potuto comunque raggiungere il paese avversario e devastarlo. Oggi... il senso è, potenzialmente, lo stesso.

E torna in mente quel bel film di Sidney Lumet, intitolato "A prova di errore", in cui i bombardieri USA, per un errore, vengono inviati a nuclearizzare Mosca, e si scopre che non è possibile richiamarli indietro.

04 agosto 2007

Robot assassini

Leggo questa angosciante notizia ANSA:

Iraq: robot Usa con licenza uccidere
Armati con mitra M249, pattugliano strade a caccia cecchini
(ANSA) - WASHINGTON, 4 AGO - Sono entrati in azione in Iraq i primi robot Usa con licenza di uccidere, che pattugliano le strade armati di fucili mitragliatori M249. Si chiamano 'Swords' e il Pentagono ne ha inviati tre senza clamore da qualche settimana e non si sa dove siano dislocati e se abbiano già aperto il fuoco contro il nemico: le informazioni su di loro sono classificate. Un sofisticato sistema di telecamere permette di manovrarli a distanza a caccia di cecchini, e di farli sparare con estrema precisione.
Ci stiamo arrivando, ai robot guerrieri. Per ora sono telecomandati, ma quanto passerà prima che diventino autonomi. I guerrieri perfetti, senza emozioni, senza sentimenti. Pronti a sparare su tutto, senza remore. Senza le tre leggi della robotica a fare da intralcio. E niente più cadaveri dei "nostri ragazzi" che tornano indietro nei sacchi di plastica. Cosa di meglio, per i profeti della guerra permanente?

27 luglio 2007

Nuovo test di missile nucleare pakistano

Notizia Reuters:

Il Pakistan sperimenta missile a possibile testata nucleare
giovedì, 26 luglio 2007 9.35 144
ISLAMABAD (Reuters) - Il Pakistan ha compiuto oggi un test su un missile capace di trasportare una serie di testate, compresa quelle nucleari, ha dichiarato l'esercito. Il missile Babur Hatf VII ha una gittata di 700 chilometri, ed è stato testato per la prima volta nel 2005. Il test di oggi "ha avuto esito positivo", ha detto una fonte militare. Il presidente pachistano Pervez Musharraf e il primo ministro Shaukat Aziz si sono complimentati con gli scienziati e hanno "assicurato il completo sostegno allo sviluppo di piani per tutti i progetti strategici", si legge in una nota. Il Pakistan e l'India portano avanti test missilistici nonostante il processo di pace lanciato dai due Paesi nel 2004, e sono d'accordo nell'informarsi reciprocamente in anticipo su eventuali nuovi test.
Il Pakistan, volendo essere pignoli, è anche un paese musulmano. Chissà perché, tuttavia, la cosa non sembra preoccupare nessuno. Né preoccupa me, mi preoccupano in generale tutti quelli che hanno missili a testata nucleare. Perché prima o poi saranno tentati di usarli.

14 luglio 2007

La Russia lascia il trattato sulle armi convenzionali

Era chiaro che tutto l'agitarsi americano per creare uno scudo anti-missile alle porte della Russia, supportato da basi in Polonia e Repubblica Ceca, avrebbe avuto ripercussioni. Ed ecco che Putin annuncia che la sospensione dell'adesione della Russia al trattato sulle armi convenzionali in Europa (CFE). Questo trattato, stipulato originariamente nel 1991 tra paesi della Nato e paesi dell'ex patto di Varsavia, limita il numero di armi convenzionali, inclusi aerei e carri armati, e prevede ispezioni per verificare l'adesione. Peraltro va detto che la Nato non aveva ancora modificato la versione aggiornata del trattato (del 1999), in quanto chiedeva prima il ritiro di forze convenzionali russe da Georgia e Moldavia. In ogni caso, un altro colpo al disarmo.

04 giugno 2007

Corsa agli armamenti 2

Il presidente russo Putin ha dichiarato che, se gli USA procederanno col loro progetto di scudo antimissile con installazioni in Polonia e Repubblica Ceca, la Russia tornerà a puntare i suoi missili sull'Europa. "Se il potenziale nucleare americano si allarga al territorio europeo noi dovremo darci nuovi bersagli in Europa" ha detto Putin.

Il ministro degli esteri Russo, Lavrov, rincara la dose, con dichiarazioni molto esplicite:

Lavrov, la Russia sopprimerà le minacce
MOSCA - Il giorno dopo le dure dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin sul progetto americano di difesa antimissilistica con basi in Europa, è il ministro degli esteri Sergei Lavrov a rincarare la dose affermando che la Russia "sopprimera'" le minacce legate allo scudo antimissile targato Usa. "Se componenti strategiche dell'arsenale americano faranno la loro apparizione in Europa vicino alle nostre frontiere, saremo costretti a sopprimere le minacce potenziali che vengono da questo dispiegamento", ha dichiarato Lavrov in una trasmissione della tv pubblica Vesti-24.
Ieri, in una intervista al settimanale tedesco Der Spiegel che sarà in edicola domani, Putin ha ripetuto le sue critiche al progetto americano di difesa anti missilistica con basi in Polonia e Repubblica Ceca e afferma che Mosca si vede costretta a reagire. "Si sta costruendo un muro difensivo per difendersi da qualcosa che ancora non esiste", ha detto Putin nell'intervista. Il modo di procedere degli americani "accresce la possibilità di scatenare una guerra mondiale" in quanto "distrugge l'equilibrio strategico nel mondo".
Fonte: ANSA
Che dire? Mi sento ringiovanire sempre più...

31 maggio 2007

La nuova corsa agli armamenti

L'ha detto il presidente Putin, mica io. Dopo che martedì la Russia ha effettuato un lancio di prova del nuovo missile balistico intercontinentale RS-24, Putin ha dichiarato che è ormai in atto una nuova corsa agli armamenti, di cui ha addossato la responsabilità agli Stati Uniti, che ha accusato di "imperialismo". L'oggetto del contendere è ovviamente il progetto di scudo antimissile che gli USA stanno perseguendo, il quale avrà due punti nevralgici in Polonia e Repubblica Ceca. In ballo c'è anche il trattato CFE per la riduzione degli armamenti convenzionali in Europa, che è oggetto di dispute.
Improvvisamente, mi sento più giovane di vent'anni...

29 maggio 2007

La polveriera

La Russia sperimenta un nuovo missile in grado di trasportare testate nucleari multiple, l'RS-24. E Putin equipara la nuova Europa, quella dotata dello scudo antimissile americano, a una polveriera. E noi ci stiamo sopra.
Da Swisspolitics.org:

Scudo antimissile: test arma russa, monito di Putin agli Usa
29.05.2007 - 19:51
MOSCA - Il progetto statunitense di scudo antimissile finirà per "trasformare l'Europa in una polveriera". E' l'ennesimo monito lanciato da Vladimir Putin, poche ore dopo che dal cosmodromo di Plesetsk, 800 chilometri da Mosca, partiva il primo dei due missili intercontinentali collaudati in giornata e potenzialmente in grado - secondo i russi- di superare lo scudo messo a punto dagli americani e che prevede installazioni in Polonia e nella Repubblica Ceca.
"Consideriamo lo scudo dannoso, pericoloso e potenzialmente in grado di trasfornare l'Euopa in una polveriera", ha detto il presidente russo nel ricevere al Cremlino il premier portoghese José Socrates, il cui Paese dal primo luglio rilevera' la presidenza di turno dell'Ue. "Creerà nuovi e inutili rischi per l'intero sistema di relazioni internazionali ed europee", ha proseguito il presidente. I due missili collaudati oggi fanno parte di una nuova arma in grado di trasportar testate nucleari multiple, ha fatto sapere un portavoce del ministero della Difesa russo.
Si tratta di missili RS-24, destinato a sostituire la generazione degli RS-18 e RS-20, e sono stati lanciati da un'installazione mobile del cosmodromo di Plesetsk. Il primo è partito alle 10:20 Gmt, le 12:20 in Svizzera, e meno di un'ora più tardi il comando delle Forze missilistiche strategiche russe faceva sapere che erano stati centrati i bersagli nel poligono di Kura, una zona scarsamente abitata nell'estremo oriente della penisola di Kamchatka.

16 aprile 2007

I nuovi sottomarini nucleari russi

La Russia si doterà, entro il 2018, di 8 nuovi sottomarini nucleari, in grado di lanciare missili intercontinentali con testate nucleari multiple (fonte ANSA). Il primo di essi, lo "Yuri Dolgoruky", è stato varato ieri a Severodvinsk, sul Mar Bianco. Era da prima del crollo dell'URSS che non venivano costruiti nuovi sottomarini nucleari strategici, e questa mossa conferma la volontà russa di riproporsi come superpotenza, anche militare.

Stiamo rapidamente tornando alla situazione della guerra fredda, con la complicazione che invece di due superpotenze egemoni abbiamo una sola superpotenza e molte potenze regionali, che si stanno rapidamente attrezzando per dotarsi di armi nucleari a lunga gittata (come nel caso di India e Pakistan). Uno scenario che si fa quindi via via più complesso, rendendo lo spettro della guerra nucleare più che mai attuale. Anche in considerazione dei pericolosi sforzi dell'amministrazione statunitense per portare le armi nucleari dall'essere armi di distruzione di massa con effetti tali da renderne difficile un effettivo utilizzo se non in caso di guerra totale, allo stato di armamenti con effetti più limitati (le "mini-nukes"), e quindi effettivamente utilizzabili nelle guerre regionali.

15 aprile 2007

Sinistra o destra, sempre sudditi siamo

Una gravissima iniziativa di esponenti del governo italiano. Che si guardano bene dall'informare, noi o i nostri rappresentanti in parlamento, di ciò che fanno in nostro nome.

Il Manifesto,14 aprile 2007

Scudo Usa, il governo ammette
Il sottosegretario Marco Verzaschi (Udeur) ha ammesso la firma «dell'accordo quadro Italia-Usa», siglato a Washington senza informare parlamento e governo
Manlio Dinucci
Tommaso Di Francesco

«Da parte italiana, è stato recentemente firmato un Accordo quadro di cooperazione Italia-Usa che amplia il perimetro di tale cooperazione al settore della difesa da missili balistici»: così ha dichiarato, il 12 aprile alla Camera dei deputati, il sottosegretario di stato per la difesa Marco Verzaschi (Udeur), rispondendo a una interpellanza urgente presentata il 3 aprile dai gruppi di Rifondazione comunista al Senato e alla Camera.
Il governo riconosce dunque l'esistenza dell'accordo, documentata dal nostro giornale 1° aprile 2007, arricchisce di particolari la vicenda, precisando che il memorandum di accordo quadro sarebbe stato siglato al Pentagono «lo scorso febbraio». In effetti il nostro giornale è stato l'unico in Italia a basare la notizia dell'accordo su un documento ufficiale: il testo scritto della dichiarazione fatta il 27 marzo 2007 dal generale Henry Obering III, direttore dell'Agenzia Usa di difesa missilistica, di fronte al comitato per i servizi armati della Camera dei rappresentanti: «Ho il piacere di annunciare che lo scorso febbraio abbiamo stabilito un memorandum di accordo quadro con l'Italia e possiamo ora iniziare a sviluppare possibilità di condivisione di tecnologie di difesa missilistica, analisi, e altre forme di collaborazione».
Il sottosegretario Verzaschi non ha però spiegato perché il governo italiano avesse finora tenuto segreto un accordo di tale portata, né ha precisato chi l'abbia firmato lo scorso febbraio. Noi abbiamo scritto che probabilmente era stato il sottosegretario alla difesa Giovanni Forcieri, in visita negli Usa in quel periodo, a firmarlo. Lui nega di averlo mai firmato - non ne era a conoscenza nemmeno lui? - pur non avendo ancora smentito ufficialmente, ma lo ascolteremo in questi giorni direttamente. Il fatto «nominale» è comunque secondario: l'importante è sapere perché il governo Prodi l'abbia firmato, perdipiù tenendolo poi segreto.
Ha «provato» a spiegarlo il sottosegretario Verzaschi. «Il citato Accordo quadro di cooperazione - ha dichiarato in aula - si inserisce nelle molteplici iniziative intraprese in ambito Nato, dove, fin dal 1996, sono state avviate varie atti-vità volte alla realizzazione di idonei strumenti a protezione dell'Alleanza dal rischio derivante dall'uso di missili balistici equipaggiati con armi di distruzione di massa da parte di nazioni ostili o gruppi terroristici». Lo stesso generale Obering ha invece chiarito che lo schieramento in Europa, da parte degli Stati uniti, di missili anti-missili non rientra in ambito Nato e che «gli Usa non sono disponibili a cedere la responsabilità del progetto». Poiché la Francia si oppone a tale progetto e altri governi alleati sono dubbiosi, Washington non ha chiesto il consenso della Nato ma, scavalcando l'Alleanza, ha cercato di ottenere prima quello di singoli governi consenzienti (Gran Bretagna, Polonia, Repubblica ceca, Italia e altri) attraverso accordi bilaterali. Contraddicendosi, lo stesso Verzaschi ha ammesso che «i principali alleati sono stati incoraggiati ad associarsi ai progetti americani». I governi italiani non hanno avuto bisogno di molto incoraggiamento. L'accordo quadro con l'Italia, preannunciato dal generale Obering nel marzo 2006, era stato redatto dal Pentagono col governo Berlusconi. La firma era però slittata in vista delle elezioni italiane di aprile, ed è stato poi il secondo governo Prodi ad apporla.
«L'Accordo in questione - ha dichiarato il sottosegretario Verzaschi - è giustificato dalla volontà dei due paesi di creare un quadro normativo che consenta alle due nazioni di rafforzare la cooperazione in ambito bilaterale in tale specifico settore, per consentire di dare l'avvio a scambi di informazioni propedeutici a eventuali successive collaborazioni». Non spiega però il sottosegretario in che modo il governo abbia verificato la «volontà» dell'Italia di sottoscrivere l'accordo, dal momento che è stato tenuto segreto non solo agli italiani, ma al parlamento e a parte della stessa coalizione governativa, mentre invece avrebbe dovuto essere reso pubblico e sottoposto al parlamento prima della sua conclusione.Con tono tranquillizzante, il sottosegretario Verzaschi ha dichiarato che «l'accordo non determina impegni e/o oneri finanziari tra le parti: è infatti demandata alla stipula degli accordi attuativi successivi, ciascuno finalizzato allo specifico settore di collaborazione, la definizione delle caratteristiche e delle modalità per la suddivisione dei costi associati». La prospettiva è tutt'altro che tranquillizzante: l'accordo quadro comporta una serie di «accordi attuativi successivi», che coinvolgeranno non solo le industrie militari italiane, ma anche università e centri di ricerca, provocando una ulteriore militarizzazione della ricerca a scapito di quella civile. E tali accordi comporteranno «costi associati», ossia un ulteriore aumento della spesa militare italiana e un rafforzamento dei comandi e delle basi statunitensi (comprese quelle nucleari) sul nostro territorio, che diverrà ancor più trampolino di lancio delle operazioni militari statunitensi verso sud e verso est e, quindi, ancor più bersaglio militare.
Lo stesso Verzaschi, dopo aver assicurato che la «difesa missilistica» ha «eminentemente una finalità protettiva», ammette che «nuovi programmi sono suscettibili di alterare equilibri strategici consolidati, in particolare con la Russia». Fatto che - ha ammonito il presidente francese Jacques Chirac - potrebbe «spaccare il continente e provocare una nuova guerra fredda». In cui l'Italia, ancora una volta, farà da scudo agli Stati uniti.