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13 marzo 2009

Corallo addio

Avevate in progetto di andare a vedere una barriera corallina? Beh, sbrigatevi, perché entro pochi anni potrebbe non restarne altro che ingialliti documentari. La notizia la dà l'ANSA, ma riprende un articolo pubblicato sulla qualificata rivista scientifica Geophysical Research Letters. La causa? Il riscaldamento globale e l'acidificazione degli oceani, entrambi dovuti all'anidride carbonica immessa in atmosfera dall'uomo attraverso i processi di combustione:

Rischio sparizione barriere corallo
Secondo uno studio, tra 20 anni potrebbero essere un ricordo
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - Le barriere coralline di tutto il pianeta sono destinate a scomparire nell'arco di una ventina di anni. Sotto accusa, secondo uno studio pubblicato da Geophysical Research Letters, gli alti livelli di anidride carbonica. L'acidificazione degli oceani insieme all'aumento delle temperature marine sono le cause principali. 'Ogni secondo vengono immesse nell'atmosfera oltre 1.000 tonnellate di anidride carbonica, di cui 300 finiscono negli oceani'.

30 ottobre 2008

Brunetta

Ha dichiarato, il ministro della Funzione Pubblica, che intende abolire il valore legale del titolo di studio. Così finalmente i laureati in lettere potranno tranquillamente vincere i concorsi a medicina, purché ovviamente siano figli di professori ordinari, quello è un titolo il cui valore non passa mai. E gli economisti potranno salire in cattedra a discettare di climatologia. Cosa che peraltro fanno già, come illustrato in questo gustoso (e al tempo stesso amaro) post di Attila. Lo fanno elargendoci perle di saggezza come questa: "Il clima è un fenomeno complesso e dipendente da migliaia di parametri, solo un ingenuo può pensare di combatterlo agendo su uno solo, la concentrazione di CO2. Forse serve una pausa di riflessione". Ma sì, aspettiamo, tanto mica c'è fretta... chissà che ne pensano gli abitanti di Lohachara?

21 ottobre 2008

Quasi come l'anno scorso

Anche quest'anno l'Artico si è sciolto durante la stagione estiva in maniera da record. Non proprio come l'anno scorso, in cui l'estensione dei ghiacci ha raggiunto il minimo mai registrato, ma ci siamo andati molto vicini. Ecco una notizia ANSA:

Clima: caldo record nell'Artico
Ormai visibili effetti cambiamento clima anche su animali
(ANSA) - WASHINGTON, 17 OTT - L'Artico continua a sciogliersi, con le temperature in autunno che hanno raggiunto livelli record, anche di 5 gradi superiori al 2007. Secondo un rapporto reso noto oggi quest'anno il minimo dei ghiacci e' stato molto vicino, pur senza superarlo, a quello record del 2007. Gli effetti delle annate calde cosi' vicine, scrivono 46 esperti di tutto il mondo, si stanno gia' facendo sentire sulla fauna e sulla temperatura del permafrost e delle acque.
Può anche essere utile guardare il grafico che riporto (click per ingrandire), prodotto dal National Snow and Ice Data Center statunitense, che mostra tre curve: l'andamento temporale (per i mesi da luglio a novembre) della media dell'estensione dei ghiacci artici calcolata sugli anni tra il 1979 e il 2000, la curva relativa all'anno scorso (ossia al 2007) e quella relativa a quest'anno. Si vede che, pur non essendo andata male come l'anno scorso, siamo comunque su valori ben inferiori a quelli medi, specie per quanto riguarda il minimo che viene raggiunto a settembre.

08 ottobre 2008

Congelamento

E va bene che è l'Islanda, paese notoriamente freddo. Solo che stavolta a finire congelati sono i conti correnti dei clienti britannici di una controllata della seconda banca del paese, la Landsbanki. Immaginate un po' di non poter più ritirare i soldi dal vostro conto corrente. L'Islanda è sull'orlo del tracollo finanziario, e ha appena ottenuto un maxi-prestito dalla Russia nel tentativo di salvare le proprie banche. E si parla anche di un suo forzato ingresso nell'Unione Europea. Il problema però è se l'UE stessa sarà in grado di salvare le proprie banche, se queste dovessero iniziare a fallire.

Mentre i ghiacci finanziari avanzano, quelli reali, sempre in Islanda, si ritirano a causa del riscaldamento globale. Infatti, giunge la notizia che quest'anno, per la prima volta, si è potuto coltivare grano in Islanda.

25 marzo 2008

Pasquetta 2008


Non in montagna. In collina, a 500 metri di quota.

13 marzo 2008

Il rapporto di Solana

Conflitti, collasso dei terreni agricoli e rivolte di popolazioni affamate, aumento dell'instabilità e radicalizzazione politica e religiosa, guerre per le risorse idriche ed energetiche, nuove minacce di proliferazione nucleare, insostenibili nuove pressioni migratorie, e naturalmente inondazioni, siccità, aumento del livello del mare e altre catastrofi ambientali, compresa la scomparsa di interi Stati stabiliti su piccole isole. Con il rischio di un conflitto diretto tra Europa e Russia per il controllo delle riserve petrolifere dell'Artico.

Non lo dice mica un blog qualunque, è scritto in un rapporto sulle conseguenze del cambiamento climatico presentato dal rappresentante UE per la politica estera, il potentissimo Javier Solana, ai capi di stato e di governo dei 27 paesi dell'UE, riuniti nel Consiglio Europeo a Bruxelles.

Solana ha dichiarato: "Non è assolutamente allarmista, è una descrizione della realtà che bisogna affrontare il cambiamento climatico sotto diversi aspetti".

Mentre in giro ci sono ancora personaggi che negano la realtà del cambiamento climatico, contro tutte le evidenze, ormai sono i più importanti leader della politica internazionale a prendere atto del futuro che ci attende. Non i nostri però, visto che nella campagna elettorale di questo non si parla, e il mantra è sempre uno: crescita, crescita, crescita, nonostante il fatto che stiamo tragicamente sforando i nostri obiettivi di riduzione delle emissioni sanciti dal protocollo di Kyoto.

03 febbraio 2008

Coralli addio

Certe cose ti lasciano desolato, anche se era una tendenza che si conosceva già da tempo:

Coralli in via di estinzione
Allarme scienziati, spariranno con cambiamenti climatici
(ANSA) - ROMA, 3 FEB - I coralli stanno sparendo per colpa dei cambiamenti climatici e gli scienziati avvertono: senza interventi spariranno presto.Questo l'allarme lanciato da Carl Gustaf Lundin, direttore del programma mondiale sul mare dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), dopo aver visto i risultati del rapporto sulla devastazione di coralli dei Caraibi nel 2005 a causa del riscaldamento dei mari combinato con gli effetti degli uragani.
La notizia è dell'ANSA, il comunicato dell'Iucn e il rapporto completo sono disponibili qui. Vi si legge tra l'altro che nei Caraibi si è osservato nell'agosto 2005 uno sbiancamento (primo passo verso la morte) di una frazione compresa tra il 50% e il 95% di tutte le colonie di corallo, e la morte di metà di esse. Il 2008 è stato proclamato Anno Internazionale delle Barriere Coralline, nel tentativo di richiamare l'attenzione della pubblica opinione su questa gravissima tendenza. Ricordiamo infatti che, al di là dei coralli in sé stessi, le barriere coralline sono un luogo dove si concentra una grande biodiversità, e la loro perdita avrebbe effetti nefasti su moltissime altre specie.

13 gennaio 2008

Antartide dell'ovest perde il ghiaccio

Una notizia ANSA:

Antartide, - 75% ghiacci a Ovest
Analizzati dati da satellite su 85% coste antartiche
(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Il processo di scioglimento nell'Ovest dell'Antartide e nella penisola antartica in 10 anni ha comportato la perdita del 75% dei ghiacci. Risulta dall'analisi delle immagini da satellite raccolte dal 1992 al 2006, pubblicata su Nature Geoscience. Nella zona orientale, invece, la situazione dei ghiacciai e' stazionaria e nell'ultimo decennio non hanno subito ne' perdite ne' sono aumentati. I dati da satellite hanno permesso di studiare la situazione dell'85% delle coste antartiche.
Uno scioglimento di proporzioni catastrofiche.

17 novembre 2007

Irreversibile

Cosa vuol dire irreversibile? Che, per quanto si faccia, non si può più tornare indietro, non si può più rimediare.
Irreversibile.
Come quando si cade dentro il baratro.

Verso riscaldamento irreversibile
Il documento finale della sessione plenaria dell'Ipcc
(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Il riscaldamento globale causato dall'uomo potrebbe causare impatti irreversibili: lo afferma il documento finale della sessione dell'Ipcc. Il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico riunito a Valencia esprime anche il concetto che il riscaldamento 'è inequivocabile'. Le osservazioni su tutti i Continenti e la maggior parte degli Oceani mostrano infatti che 'sono o stanno per essere colpiti dai cambiamenti climatici regionali, in particolare dall'aumento della temperatura'.
Fonte: ANSA.

29 settembre 2007

La battaglia del grano

Sapete cos'è il set aside? Tradotto in italiano con l'improbabile dicitura "ritiro obbligatorio", rappresenta quella quota di terreni agricoli che nell'ambito della Politica Agricola Comune europea vengono lasciati incolti (pagando i contadini per questo). Lo scopo è duplice, da un lato prevenire la sovrapproduzione agricola, mantenendo però una capacità produttiva di riserva, e dall'altro favorire il recupero della fertilità compromessa dalle tecniche intensive di agricoltura. Ormai da parecchi anni il tasso di set aside, o di ritiro obbligatorio, è pari al 10%. Ovvero, il 10% dei terreni agricoli europei viene tenuto incolto.

Ora le cose stanno per cambiare. La Commissione Europea ha proposto di ridurre il tasso a zero, in altri termini di eliminare il set aside. Ma ciò che più colpisce è la motivazione: nel 2006 il raccolto di cereali è stato inferiore alle attese, a causa delle cattive condizioni meteorologiche, e questo ha fatto sì che le cosiddette "scorte d'intervento" si siano quasi annullate. Per il 2007 si prevede un raccolto di cereali ancora peggiore. E dunque, la Commissione ritiene che sia venuto il momento di usare tutta la terra che abbiamo, per evitare un'impennata dei prezzi dei cereali (peraltro già in crescita).

Va peraltro notato che l'incremento di produzione previsto grazie a questa misura è di 10 milioni di tonnellate, ossia meno del 5% del totale. La commissione prevede che recuperando terre ora adibite ad altre colture si potrebbe arrivare a 17 milioni di tonnellate. Ma se i mutamenti climatici continueranno a causare condizioni meteo avverse e a far diminuire i raccolti, questo contributo potrebbe rivelarsi insufficiente a garantire l'approvvigionamento di cereali. La battaglia del grano, potremmo anche perderla.

Giusto per la cronaca, al contadino il set aside non piace. E non si può dargli torto.

27 settembre 2007

Mezzo polo s'è sciolto


La figura mostra, in bianco, l'estensione del ghiaccio nell'Artico il giorno 16 settembre 2007, che costituisce il minimo estivo per quest'anno. La linea viola mostra invece quello che ci si sarebbe aspettati sulla base del valore medio calcolato sugli anni tra il 1979 e il 2000. Si può vedere come l'estensione dei ghiacci quest'anno sia stata la metà di quella usuale, con quasi mezzo Polo Nord che si è praticamente sciolto. Non abbiamo notizie di quanti orsi polari e altri animali siano morti annegati a causa di questo scioglimento. Per capire meglio quanto sia inusuale e drammatica questa situazione, si può anche guardare questa animazione, che mostra a sinistra l'evoluzione negli ultimi vent'anni, e a destra lo stato attuale. La fonte è il NSIDC.

19 agosto 2007

L'Artico si scioglie

Una notizia ANSA di alcuni giorni fa ci informa sul fatto che i ghiacci dell'Artico si stanno sciogliendo, come accade ogni estate, ma ad un ritmo senza precedenti, tanto da battere il record negativo del 2005. Lo sostiene l'istituto per la ricerca sul clima Artico dell'università dell'Illinois, che afferma che "Il 9 agosto il manto di ghiaccio dell'emisfero nord ha superato il record negativo di estensione mai registrato nella storia. Dato che nella zona ci sarà ancora un mese di estate è sicuro che il record precedente del 2005 verrà annichilito".

Più di tante parole, basta guardare il grafico prodotto dal National Snow and Ice Data Center (cliccare per ingrandire), che mostra l'andamento della copertura di ghiaccio dell'Artico (in milioni di km quadrati) in funzione del tempo. La curva più alta è il valor medio degli anni tra il 1979 e il 2000, quella tratteggiata è quella relativa al record negativo del 2005, e quella azzurra mostra i dati finora raccolti per il 2007. Si vede un andamento a dir poco tragico, che lascia prevedere per settembre un minimo ben inferiore a quello del 2005. Se questa tendenza continuerà negli anni a venire, è prevedibile che arriveremo ben presto a una situazione in cui durante l'estate l'Artico sarà completamente privo di ghiacci. Il Polo Nord senza ghiaccio, l'avreste mai detto?

20 giugno 2007

Il nuovo film dei fratelli Vanzina

Mentre una classe politica sempre più autoreferenziale e gli intellettuali che la sostengono continuano imperterriti ad affermare che viviamo nel migliore dei mondi possibili, e a perpetuare uno status quo fatto di consumismo sfrenato da incrementare costantemente, di opere faraoniche destinate a trasportare flussi sempre crescenti di merci inutili da un capo all'altro d'Europa oltre che a foraggiare la lobby dei cementificatori, di inceneritori per fagocitare la sempre crescente quantità di rifiuti prodotti, di porti turistici, megacentri commerciali, multisala, parcheggi e parchi acquatici, la cultura popolare inizia ad avere sentore che c'è qualcosa che non va.

Sono i rappresentanti per eccellenza di questa cultura popolare, quei fratelli Vanzina autori di decine di film decisamente trash, ma capaci di attrarre ogni anno grandi volumi di spettatori, a proporci nel loro prossimo film una visione del futuro per niente rassicurante. In "2061", il nuovo film di Carlo ed Enrico Vanzina, con Diego Abatantuono tornato a ruoli analoghi a quelli interpretati nella prima parte della sua carriera, vedremo un'Italia ripiombata nel medioevo a causa di una catastrofica crisi energetica e agli effetti dei cambiamenti climatici (ai lettori di questo blog questo scenario risulterà vagamente familiare). E in questa Italia nuovamente frammentata in staterelli si svolgerà la vicenda, che certo avrà lo stesso tenore di molte altre da loro raccontate in passato, ma con tocchi che potrebbero far riflettere almeno un po' lo spettatore, come il ponte di Messina costruito per metà o le carcasse di automobili abbandonate sulla Salerno-Reggio Calabria dopo la chiusura delle pompe di benzina. E forse farà più questo film, per la presa di coscienza delle nuvole nere che si intravedono all'orizzonte, di mille post su questo blog.

Per saperne di più sul film, un articolo del Corriere.

30 maggio 2007

L'Everest si sta fondendo

Una parte del ghiacciaio di Rongbuk, che è situato sul lato nord dell'Everest, si è sciolta. Lo ha verificato una spedizione di Greenpeace, come ci riferisce l'ANSA:

Cina: fonde ghiacciaio Everest
E' l'allarme lanciato da Greenpeace
(ANSA) - PECHINO, 30 MAG - Una grande porzione del ghiacciaio di Rongbuk, sul versante settentrionale del monte Everest, è sparita a causa del surriscaldamento.Lo ha constatato una spedizione organizzata dall' organizzazione ecologista Greenpeace, che ha visitato il monte più alto del mondo nella prima metà di maggio. Illustrando oggi a Pechino i risultati della missione, l'attivista Li Yan ha detto che la riduzione della superficie del del Rongbuk rappresenta ''un serio avvertimento".

24 maggio 2007

Senza freni

I ghiacciai e i poli si sciolgono e noi cosa facciamo? Cerchiamo di rimediare? Non sembra proprio. Ecco cosa dicono dei ricercatori dell'Università di Stanford (fonte ANSA):

CLIMA: EMISSIONI CO2 CRESCONO TRE VOLTE PIU' DEGLI ANNI '90
ROMA - La conclusione dei ricercatori non ammette repliche: 'Nessuna regione del mondo sta diminuendo le sue emissioni di carbonio'. Secondo uno studio apparso sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, tra il 2000 e il 2004 la produzione di CO2 non solo è aumentata, ma lo ha fatto a un ritmo triplo rispetto agli anni precedenti. I ricercatori dell'università di Stanford hanno incrociato ed elaborato i dati del Fondo Monetario Internazionale, del Dipartimento Usa per l'Energia e di altre istituzioni e hanno trovato che mentre dal 1990 al 1999 l'aumento delle emissioni di anidride carbonica è stato dell'1,1%, dal 2000 al 2004 la crescita è stata del 3,1%.
Questo dato è peggiore dello scenario più pessimistico previsto dall'Ipcc nei suoi rapporti sul riscaldamento globale, ed è legato secondo gli scienziati alla crescita economica che ha interessato quasi tutto il pianeta. "Nonostante il consenso comune sulla necessità di ridurre le emissioni - spiega Chris Field, che ha condotto lo studio - in molte parti del mondo si sta tornando indietro". In cima alla classifica ci sono i paesi in via di sviluppo, come Cina e Brasile, responsabili del 73% dell'aumento totale delle emissioni. Non sono molto più virtuosi i paesi sviluppati: anche se in misura minore, le emissioni di CO2 crescono anche in occidente, con l'aggravante che sono proprio i paesi ricchi a produrre il 60% dell'inquinamento globale.

22 maggio 2007

Ghiacciai valdostani in agonia

Riprendiamo questa notizia dal sito discoveryalps.it:

Ghiacciai valdostani ormai in agonia: secondo l’ultimo aggiornamento del catasto dei ghiacciai, completato nel 2006, (ma che ritrae la situazione del 1999), tra il 1975 ed il 1999 l’estensione delle aree glacializzate si è ridotta di circa 34 km2, cioè del 18%, su una superficie totale di circa 154 km2. Per di più il 75% dei ghiacciai valdostani è di piccole dimensioni, cioè ha un’estensione inferiore a 0,5 km2, ed è quindi maggiormente soggetta agli effetti dei cambiamenti climatici.
Questo uno dei risultati più significativi delle attività di rilevamento condotte nell’ambito della “Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani”, cui fanno capo la “Fondazione Montagna Sicura” e l’ARPA Valle d’Aosta, presentati lunedì scorso 14 maggio, nell’incontro presieduto dall’Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche, Alberto Cerise.
L'articolo completo riporta anche un link alle fotografie presenti nel sito della Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani (che nome...), utile a chi volesse dare un'occhiata ai ghiacciai residui prima che si siano sciolti del tutto.

16 maggio 2007

L'Antartide si scioglie

Non è solo il Polo Nord a subire gli effetti del riscaldamento del globo. L'analisi di dati satellitari forniti dalla Nasa ha mostrato il dissolvimento di blocchi di ghiaccio anche in Antartide, su un'area complessivamente pari a quella della California. I ghiacci sciolti si sono poi ricongelati, tuttavia si tratta di un fenomeno preoccupante, che viene osservato per la prima volta, per di più in zone in cui non era per nulla atteso. Il pericolo è che lo scioglimento e il ricongelamento causino crepe negli strati di ghiaccio profondi, causando il distacco di grandi iceberg che verrebbero definitivamente "persi" nell'Oceano. Alla lunga questo modificherebbe il livello dei mari e il loro grado di salinità, alterando il sistema delle correnti oceaniche.
Fonte: Repubblica.

14 maggio 2007

Un miliardo di rifugiati

Una notizia ANSA relativa ad un rapporto commissionato dalla nota organizzazione umanitaria Christian Aid. Per quanto in linea con le tesi di questo blog, le conclusioni fanno comunque tremare le vene dei polsi.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE CAUSERA' 1 MILIARDO DI RIFUGIATI
LONDRA - Entro il 2050 il riscaldamento globale causerà un miliardo di rifugiati, per sopravvivere alla siccità centinaia di milioni di persone lasceranno le loro case e scoppieranno nuovi conflitti per il controllo dell'acqua e di altre risorse naturali.
E' questo lo scenario apocalittico descritto da un rapporto intitolato "Human Tide: The Real Migration Crisis" (la marea umana: la vera crisi della migrazione) commissionato dalla Christian Aid, un'importante organizzazione cristiana di beneficenza. "Se non verranno prese immediatamente delle contromisure efficaci entro il 2050 il cambiamento climatico creerà in tutto il pianeta almeno un miliardo di rifugiati", si legge nello studio. "Un mondo con molti Darfur sta diventando un incubo sempre più reale", avverte Christian Aid.
Secondo l'organizzazione i Paesi più industrializzati sono i principali responsabili del cambiamento climatico: a loro spetta quindi pagare i costi necessari per aiutare le persone che saranno colpite dal riscaldamento globale. "La migrazione causata dal cambiamento climatico è la minaccia più urgente che dovranno affrontare i poveri della Terra nei prossimi anni", ha dichiarato John Davison, uno dei principali autori dello studio. Gli esperti sono convinti che i flussi di popolazione causati dalla siccità e dalle carestie alimenteranno i conflitti già esistente e ne provocheranno altri, soprattutto nelle zone più povere del pianeta, per stabilire il controllo sulle risorse naturali.
Gli scienziati prevedono che nei prossimi 100 anni le temperature aumenteranno di un minimo di 1,8 ad un massimo di 3 gradi a causa dei gas ad effetto serra causando carestie e inondazioni che minacceranno la sopravvivenza di milioni di persone. Il Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico sostiene che entro il 2080 oltre 3,2 miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale, non avrà acqua a sufficienza, 600 milioni non disporranno di abbastanza cibo e almeno 7 milioni dovranno affrontare costanti inondazioni.

13 maggio 2007

Aliens

Il rapido cambiamento climatico sta sconvolgendo gli ecosistemi, facendo arrivare nuove specie dove prima non c'erano e facendone estinguere altre. Questo avviene in modo particolarmente rapido per i mari, come ci spiega l'ANSA a proposito del Mediterraneo:

Mediterraneo: nuove specie aliene
Invasione causata dai cambiamenti climatici dei nostri mari
(ANSA) - ROMA, 13 MAG - Invasione di specie aliene nel Mediterraneo a causa dei cambiamenti climatici. E' record di nuovi pesci: una specie "straniera" al mese. I nuovi ospiti si diffondono rapidamente, modificando il delicato habitat marino. E' il dato più eclatante della prima banca dati sulle specie aliene nel Mediterraneo realizzata dall'Istituto per la ricerca applicata sul mare. Nel giugno 2006 le nuove specie di pesci erano 110, ora sono 120 su un totale di 750 specie aliene fra animali e vegetali.
Chiaramente questi spostamenti valgono per gli organismi in grado di "viaggiare" con facilità. Ma per le specie arboree, il fatto che il luogo dove vivono diventi incompatibile con le loro esigenze può facilmente significare, se non l'estinzione, quantomeno una decimazione.

09 maggio 2007

Caldo aprile

Apprendiamo dall'ANSA, oltre che dal termometro:

Cnr: l'aprile piu' caldo dal 1800
Piu' 2, 9 gradi rispetto alla media del periodo 1961- 1990
(ANSA) - ROMA, 9 MAG - Quello appena concluso è stato l'aprile più caldo dal 1800 ad oggi, con 2,9 gradi in più rispetto alla media del periodo 1961-1990. E' quanto emerge dai dati dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). L'anomalia di temperatura dell'aprile 2007 è dovuta soprattutto alle differenze rispetto al periodo di riferimento 1961-1990 rilevate al Nord e in misura minore a quelle rilevate al Sud e al Centro.
E le ciliegie maturano in anticipo.