
Revolution is not something fixed in ideology, nor is it something fashioned to a particular decade. It is a perpetual process embedded in the human spirit.
Abbie Hoffmann
12 marzo 2007
Rivoluzione
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08 marzo 2007
Siccità e sue conseguenze
Dopo il caldo e secco inverno che abbiamo avuto, il più caldo dal 1800, ci avviamo ad un'estate di siccità. Dopo l'allarme lanciato dalla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, che parla di Po, Arno e Tevere già a valori di portata molto bassi, il governo vara un piano anti-siccità, che prevede anche la "riduzione o la interdizione delle erogazioni per consumi idrici destinati a usi e servizi non essenziali". Le conseguenze della siccità sull'agricoltura potrebbero essere devastanti, ci ricorda la Confederazione Italiana Agricoltori.
Intanto, l'Enel si trova costretta a ridurre del 20% la produzione di energia idroelettrica, che costituisce la parte principale della produzione italiana di energia da fonti rinnovabili. Sarebbe auspicabile una campagna stampa che invitasse a non comprare condizionatori d'aria, così da limitare i consumi elettrici, ma si sa, il business non si tocca. Fino al prossimo black-out.
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05 marzo 2007
La Cina si avvia a diventare superpotenza
Con un aumento di quasi il 18% del bilancio militare, e i piani di costruire almeno una portaerei e cinque sottomarini armati con missili dotati di testate nucleari (i JL-2, con gittata di cinquemila miglia), la Cina si appresta ad assumere un ruolo militare commensurato alla sua crescente potenza economica. E se il suo bilancio militare per il prossimo anno, pari a 45 miliardi di dollari, sarò solo un decimo di quello USA (almeno ufficialmente), questa corsa al riarmo non può che preoccupare, specie se la si considera unitamente alla insaziabile fame di materie prime che porterà la Cina a porsi sempre più in conflitto con le altre potenze mondiali.
La notizia proviene da La Stampa.
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Barbarie saudita
Notizia di Repubblica:
Riad, 16:36Mi sento malissimo, pensando a questa ragazza, alla sua giovinezza e voglia di vivere irrimediabilmente violate, a tutto ciò che ha subito, e alla dolorosissima e devastante "punizione" a cui deve ancora sottostare. Ti chiedo perdono, sconosciuta 'G', anche se non c'entro direttamente ti chiedo perdono, perché è il petrolio che anche io consumo che perpetua il regime illiberale e maschilista del tuo paese.
ARABIA: 90 FRUSTRATE A 19ENNE VITTIMA STUPRO DI GRUPPO
Una ragazza saudita di 19 anni, rapita sotto minaccia di un coltello, stuprata e picchiata in seguito da suo fratello è stata condannata a 90 frustrate per essersi incontrata con un uomo che non era un suo parente, come prevede la sharia, la legge islamica. E' quanto scrive la Saudi Gazette. La ragazza, indicata solo come 'G', era stata ricattata oltre un anno fa da un uomo che l'aveva minacciata di raccontare alla famiglia che stava avendo una relazione al di fuori del matrimonio. Dopo aver accettato di incontrare il suo ricattatore la giovane donna è stata fermata in macchina con l'uomo nei pressi della sua casa, rapita da una banda di uomini armati di coltelli da cucina che li hanno portati in una fattoria dove è stata stuprata 14 volte. Cinque uomini sono stati arrestati e condannati a pene da dieci mesi a cinque anni. I giudici hanno però anche deciso di condannare la donna perché aveva violato la norma la sharia che vieta contatti in pubblico tra uomini e donne estranei.
La notizia originale (in inglese) sulla Saudi Gazette.
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26 febbraio 2007
Rigassificatori
Un lettore del blog Petrolio, a nome tap, ha fatto dei commenti molto interessanti sulla questione dei rigassificatori, che costituisce uno dei punti dell'accordo capestro in 12 punti con cui la "sinistra radicale" si è giocata qualunque residua autonomia nei confronti del governo clerical-moderato di Prodi, commenti che credo valga la pena di riprendere.
In sostanza, il nostro amico, che ha una laurea in economia e commercio, nota che i rigassificatori di Rovigo e Brindisi sono sostanzialmente di proprietà di società anglosassoni, ExxonMobil e British Gas. Lo scopo degli inglesi sarebbe quello di poter usare l'Italia come piattaforma di arrivo del gas di origine mediorientale che loro si troveranno a dover importare, visto il declino della produzione nel mare del Nord. L'operazione sarà favorita dalla liberalizzazione del mercato europeo del gas, per cui i proprietari dei gasdotti avranno l'obbligo di trasportare il gas, a tariffe più o meno politiche.
Dal punto di vista della nostra indipendenza energetica e della diversificazione degli approvvigionamenti la costruzione dei rigassificatori non avrebbe alcun senso, in quanto solo pochi paesi esportano gas liquefatto: Trinidad, Nigeria, Algeria, Libia, Egitto, Qatar e Indonesia-Malesia. Il gas di Trinidad va tutto agli USA, così come quello di Indonesia e Malesia, quello del Qatar al Giappone, per cui resterebbero la Nigeria e i paesi del Nord Africa. Ma questi ultimi sono già molto ben connessi all'Italia con i gasdotti (che sono molto più efficienti delle navi per il trasporto di gas). Resta quindi solo la Nigeria, un paese solo, tra l'altro molto instabile politicamente.
Quindi, conclude il nostro amico, l'operazione rigassificatori non giova al bene del nostro paese, ma è voluta dagli angloamericani, che sono i veri artefici della politica interna italiana, come in un teatrino di marionette.
Non so perché, ma mi convince...
Etichette: energia
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25 febbraio 2007
518 chili di rifiuti
Riferisce l'ANSA che nell'Unione europea la quantità di rifiuti per persona ogni anno ammonta a circa 3,5 tonnellate e di questi 518 kg sono classificati come rifiuti solidi urbani. Solo dieci anni fa tale cifra ammontava a 460 kg.
Dunque, siamo riusciti ad aumentare la nostra produzione di rifiuti solidi urbani di quasi il 13% in dieci anni. Roba di cui andare orgogliosi. E non dimentichiamo gli altri rifiuti, quelli prodotti dalle altre attività. L'idea che produciamo ogni anno tre tonnellate e mezzo di rifiuti a testa, cioè 50 volte il nostro peso, fa venire i brividi.
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22 febbraio 2007
Novant'anni, e non sentirli
Alla fine, è sempre lui a tirare le fila di tutto.
Che dietro ci sia Washington (Afghanistan e Vicenza), o la Santa Sede (Dico), come sempre è Giulio Andreotti a decidere che un governo deve cadere.
Per fortuna che adesso abbiamo un logo, ne sentivamo proprio la mancanza...
Etichette: politica italiana
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21 febbraio 2007
Debiti
Riportiamo da Repubblica:
CGIA: FAMIGLIE PIU' INDEBITATE, A SETTEMBRE 17.854 EURODove troveranno le famiglie le risorse per ripianare questi debiti? L'unica soluzione sembra essere quella di produrre sempre di più. Ma aumentare la produzione (far crescere il PIL) ha l'effetto di consumare le nostre risorse naturali: aria pulita, suolo, acqua. Quindi, per ripagare il debito finanziario, si depaupera il nostro patrimonio comune, e a farne le spese saremo noi stessi e ancora di più i nostri discendenti.
Cresce l'indebitamento delle famiglie italiane. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, a settembre scorso, era arrivato a toccare in media quota 17.854 euro, con un incremento del 10,85% rispetto a un anno prima. Tra le provincie, è Bolzano la più "esposta" con il sistema bancario con un indebitamento familiare medio pari a 31.437 euro, seguita da Lodi (25.710 euro), Siena (25.368 euro) e Mantova (24.929 euro). Altrettanto interessante, però, accanto alle quantità di indebitamento in termini assoluti è quella che riguarda l'incremento in termini percentuali rispetto al 2005. Così a fronte di una media nazionale del +10,85%, spicca il boom registrato tra le famiglie di Reggio Emilia pari con un +18,19%, seguite dai nuclei napoletani (+17,61%), casertani con il (+16,48%) e genovesi (+16,43%). E così se i record assoluti dell'indebitamento vanno al centro e al nord, i primati dell'incremento vanno al centro-sud. "Innanzitutto - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - le città più indebitate sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi 'indebitati' vi siano anche famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli".
E comunque, è una rincorsa senza speranza, perché nessuna crescita del PIL potrà far pari con un debito che cresce del 10% all'anno.
Da "Attraverso lo specchio", cap. 2.- Ma nel nostro paese, - disse Alice, che ancora ansava un poco, - generalmente si arriva altrove... dopo che si è corso tanto tempo come abbiamo fatto noi.
- Che razza di paese! - disse la Regina. Qui invece, per quanto si possa correre si rimane sempre allo stesso punto. Se si vuole andare in qualche altra parte, si deve correre almeno con una velocità doppia della nostra.
Etichette: povertà
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18 febbraio 2007
Senza casa
A Roma ci sono duemila persone che dormono per strada, e altre otto o novemila che vivono in auto, baracche, accampamenti. Un numero crescente di persone senza casa, come ci racconta l'ANSA, immigrati ma anche italiani ridotti in miseria da eventi della vita quali una separazione dal partner o un licenziamento. Come nei paesi del terzo mondo, anche da noi i contrasti tra i super-ricchi e i poveri si fanno sempre più stridenti, riproducendo a livello nazionale quelli che sono di divari tra paesi ricchi e paesi poveri. E col progressivo depauperamento delle risorse naturali, questo fenomeno tenderà ad accentuarsi, con minoranze che difenderanno con le armi l'accesso alle sempre più esili risorse restanti. Purtroppo, non siamo che all'inizio.
Sul Corriere un esempio: una famiglia slovacca che vive al Nomentano in una capanna fatta di bottiglie di birra.
Etichette: povertà
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13 febbraio 2007
Muoiono le api
Apprendiamo dall'ANSA che negli USA una misteriosa malattia sta decimando le api, con perdite fino all'80% della popolazione dell'alveare, e danni per centinaia di migliaia di dollari.
Ma anche in Svizzera si hanno morie anomale di api, e già nel 2002-2003 si era avuta una moria anomala in Francia, Germania e Svizzera le cui causa non sono mai state chiarite.
Moria di api anche in Piemonte.
E visto che siamo in tema, segnaliamo il fatto che le api evitano i campi seminati con varietà OGM, segno che queste piante non sono proprio uguali alle altre per chi qualcosa ne capisce!
Etichette: agricoltura, inquinamento
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